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°°RaFfY°°

May 09

Auguri a tutte le mamme

 


Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.
~ Judith Bond ~

March 30

INAUGURAZIONE

 

 

Un monumento per le vittime italiane in Iraq

29.3.2008

Domenica 30 marzo, alle 11:30, al Parco Schuster, Basilica di San Paolo, inaugurazione del monumento La foresta d'acciaio, dedicato alle vittime Italiane cadute in Iraq. Partecipano tra gli altri il presidente della Regione Lazio Piero...   (per leggere l'articolo andare all'indirizzo sotto riportato)
 

Terminato il monumento ai Caduti di Nassiriya

29.3.2008

Dolmen_1

Amici, come potete vedere nella nostra gallery il monumento ai caduti in Iraq è praticamente ultimato. Devo ammettere che rispetto alle immagini che vi avevamo fornito circa due mesi fa l’opera d’arte si presenta più gradevole ora che sono stati aggiunti i marmi e le aiuole attorno ai 19 dolmen.

Diciannove proprio come le vittime di Nassirya i cui funerali si svolsero non a caso nella basilica di San Paolo Fuori le Mura adiacente al Parco Schuster Ildefonso dove è stato eretto il monumento ideato da Vincenzo Spagnulo.

Opera d’arte di Vincenzo Spagnulo
Dolmen_1Dolmen_2Dolmen_3Dolmen_4Dolmen_5

 
 

Il vincitore del concorso per il monumento dei caduti di Nassiriya.
La "Foresta d'acciaio per Nassiriya" è il nome del progetto realizzato dal team guidato da Giuseppe Spagnulo, risultato vincitore del concorso bandito per realizzare il monumento ai caduti di Nassiriya.

Giuseppe Spagnulo 150 i progetti ammessi alla selezione, 15 quelli arrivati in finale, in mostra da oggi nel complesso del Vittoriano.

L'opera sorgerà tra un anno all'interno del parco Schuster, grande area verde sulla via Ostiense, adiaente la basilica di San Paolo fuori le mura.

Nella basilica il 18 novembre 2003 furono celebrati i funerali di stato delle vittime dell'attentato, 17 militare e due civili.

Fonte: Televideo Rai

 

Il vincitore del concorso per il monumento dei caduti di Nassiriya.
La "Foresta d'acciaio per Nassiriya" è il nome del progetto realizzato dal team guidato da Giuseppe Spagnulo, risultato vincitore del concorso bandito per realizzare il monumento ai caduti di Nassiriya.

 150 i progetti ammessi alla selezione, 15 quelli arrivati in finale, in mostra da oggi nel complesso del Vittoriano.

L'opera sorgerà tra un anno all'interno del parco Schuster, grande area verde sulla via Ostiense, adiaente la basilica di San Paolo fuori le mura.

Nella basilica il 18 novembre 2003 furono celebrati i funerali di stato delle vittime dell'attentato, 17 militare e due civili.

Fonte: Televideo Rai

08/01/2007 - E’ stato scelto e premiato il progetto dell’Opera d’Arte e dell’insieme architettonico che verrà innalzato a Roma in memoria dei caduti di Nassiriya. Diciannove menhir ideati dal celebre scultore milanese Giuseppe Spagnulo, e architetture ideate dagli architetti Lucio Agazzi e Nicola Agazzi di Bergamo, Maurizio Costacurta, Enrico Pocopagni, Paolo Pittaluga di Genova, Gabriele Amadori di Milano.
Diciannove come il numero degli uomini colpiti, una Foresta d'acciaio (questo il titolo dell’opera) come un anelito antiretorico della vita. Diciannove blocchi di acciaio pieno forgiato, di circa otto tonnellate l’uno, verticali, contrapposti, disassati verso l’interno, in un ideale percorso, casuale, tra ogni elemento. Diciannove steli come corrosi dall’usura dei millenni, ma al tempo stesso eterni nella loro gravità.
La notizia che il team di professionisti con l’artista Spagnulo capogruppo si è aggiudicato il concorso è stata comunicata ufficialmente durante una cerimonia che si è svolta al Vittoriano, nella Sala delle Bandiere – la stessa dove erano stati allineati i feretri dei caduti per il partecipatissimo commiato di migliaia di italiani. Presenti il ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, il Ministro della difesa, Arturo Parisi, il presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, il sindaco di Roma Walter Veltroni e tutti i più alti ufficiali delle forze militari. Oltre alle cariche istituzionali, promotori del concorso, erano presenti i parenti delle vittime, che hanno trasmesso ancor più commozione all’evento, essendo ancora vivo il ricordo a cui si riferisce l’opera, i cui elaborati ed i plastici, per l’occasione resteranno esposti in mostra, nella Sala, con in evidenza quello vincitore.
“Il bando era rivolto agli architetti con la presenza - in primis - di un artista visivo. Agazzi e Costacurta si sono rivolti al noto scultore Giuseppe Spagnulo, che ha subito dato la sua spontanea adesione assumendo, come imposto dal bando, il ruolo di scultore capogruppo.
Gli elementi scultorei del maestro, menhir che si innalzano verso il cielo, erano quanto cercavamo per il nostro progetto: nulla di enfatico chè il ricordo di Nassirya fosse fortemente allusivo, scevro da ogni retorica. La materia usata da Spagnulo e la sua arte interpretativa è perfettamente coerente alla nostra visione dell’opera che ricercava l’elemento simbolo nella massima semplicità, privo di richiami antropomorfi o di elementi retorici”. Anche l’architettura di Agazzi è pura ed efficace, un completamento del disegno urbano, con funzione di collegare spazi, percorsi ed opera che non fosse una semplice base, o cornice del monumento
Un percorso ad ellisse che prende origine, assicurando continuità e degno epilogo all’ampio viale centrale al parco. Viale che parte dalla basilica ed ora termina, senza comprensibile scopo, semplicemente nei pressi del vertice del parco. L’ellisse in Travertino fa da intorno vivibile ai Menhir, il prato interno all’ellisse è tagliato in due parti uguali da un cammino, -percorso mistico- pensato in marmo nero opaco per distinguersi dall’altro marmo. Un tracciato non più curvilineo, al contrario dal disegno rigido, ad andamento segmentato, al quale si affiancano e dal quale hanno origine i Menhir stessi. Il visitatore potrà camminare tra le steli, alcune molto ravvicinate e sentirsi parte dell’Opera, sfiorare l’acciaio corroso dei Menhir”.
“Un elemento di grande importanza matrice della soluzione progettuale è stata la facilità di fruizione degli elementi monumentali stessi, dell’uso degli spazi, della comodità della visita all’area con sedute ad esedra allineate al percorso. Una visione a 360° che assicurerà molteplici, orbitali punti di osservazione dell’Opera che sembrerà viva, modificando il suo disegno ad ogni diverso punto di vista.
La luce dovrà ulteriormente disegnare l’insieme architettonico del monumento. Studiata dall’Artista e lightdesigner milanese Gabriele Amadori, docente al Politecnico di Milano illuminerà i Menhir da faretti incassati nel prato con luci rosse, viola, gialle -ad evocare il fuoco- sui lati esterni, mentre il cuore del percorso mistico sarà illuminato con una –spirituale- luce bianco candida”.
Di grande effetto quindi sarà anche la visione notturna dell’insieme monumentale, evidente anche da chi in auto percorre le strade laterali confluenti nei pressi dell’Opera.
Il gruppo di progettazione si è diviso gli incarichi: lo scultore Giuseppe Spagnulo (opere d’arte), l’architetto Lucio Agazzi (progettazione complessiva) l’architetto Maurizio Costacurta (stesura delle documentazioni, grafica e public relation) il prof. Gabriele Amadori (progettazione dell’illuminazione), l’arch. Enrico Pocopagni (strutture di fondazione), il geom. Paolo Pittaluga (preventivi e stime), il prossimo architetto Nicola Agazzi, (aiuto al CAD e realizzazione del plastico). Un pool vincente che è riuscito ad aggiudicarsi la gara alla quale hanno partecipato più di 150 gruppi di progettazione. Per realizzare tutte le infrastrutture sono state chiamate alcune Ditte bergamasche, che hanno di buon grado aderito alla realizzazione del progetto. Così a Roma per la realizzazione del Monumento scenderanno Professionisti, Artisti, Imprese e Ditte lombarde che insieme ai colleghi liguri potranno vantare di aver lasciato nella capitale un monumento dal segno forte e duraturo.

08/01/2007 - E’ stato scelto e premiato il progetto dell’Opera d’Arte e dell’insieme architettonico che verrà innalzato a Roma in memoria dei caduti di Nassiriya. Diciannove menhir ideati dal celebre scultore milanese Giuseppe Spagnulo, e architetture ideate dagli architetti Lucio Agazzi e Nicola Agazzi di Bergamo, Maurizio Costacurta, Enrico Pocopagni, Paolo Pittaluga di Genova, Gabriele Amadori di Milano.
Diciannove come il numero degli uomini colpiti, una Foresta d'acciaio (questo il titolo dell’opera) come un anelito antiretorico della vita. Diciannove blocchi di acciaio pieno forgiato, di circa otto tonnellate l’uno, verticali, contrapposti, disassati verso l’interno, in un ideale percorso, casuale, tra ogni elemento. Diciannove steli come corrosi dall’usura dei millenni, ma al tempo stesso eterni nella loro gravità.
La notizia che il team di professionisti con l’artista Spagnulo capogruppo si è aggiudicato il concorso è stata comunicata ufficialmente durante una cerimonia che si è svolta al Vittoriano, nella Sala delle Bandiere – la stessa dove erano stati allineati i feretri dei caduti per il partecipatissimo commiato di migliaia di italiani. Presenti il ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, il Ministro della difesa, Arturo Parisi, il presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, il sindaco di Roma Walter Veltroni e tutti i più alti ufficiali delle forze militari. Oltre alle cariche istituzionali, promotori del concorso, erano presenti i parenti delle vittime, che hanno trasmesso ancor più commozione all’evento, essendo ancora vivo il ricordo a cui si riferisce l’opera, i cui elaborati ed i plastici, per l’occasione resteranno esposti in mostra, nella Sala, con in evidenza quello vincitore.
“Il bando era rivolto agli architetti con la presenza - in primis - di un artista visivo. Agazzi e Costacurta si sono rivolti al noto scultore Giuseppe Spagnulo, che ha subito dato la sua spontanea adesione assumendo, come imposto dal bando, il ruolo di scultore capogruppo.
Gli elementi scultorei del maestro, menhir che si innalzano verso il cielo, erano quanto cercavamo per il nostro progetto: nulla di enfatico chè il ricordo di Nassirya fosse fortemente allusivo, scevro da ogni retorica. La materia usata da Spagnulo e la sua arte interpretativa è perfettamente coerente alla nostra visione dell’opera che ricercava l’elemento simbolo nella massima semplicità, privo di richiami antropomorfi o di elementi retorici”. Anche l’architettura di Agazzi è pura ed efficace, un completamento del disegno urbano, con funzione di collegare spazi, percorsi ed opera che non fosse una semplice base, o cornice del monumento
Un percorso ad ellisse che prende origine, assicurando continuità e degno epilogo all’ampio viale centrale al parco. Viale che parte dalla basilica ed ora termina, senza comprensibile scopo, semplicemente nei pressi del vertice del parco. L’ellisse in Travertino fa da intorno vivibile ai Menhir, il prato interno all’ellisse è tagliato in due parti uguali da un cammino, -percorso mistico- pensato in marmo nero opaco per distinguersi dall’altro marmo. Un tracciato non più curvilineo, al contrario dal disegno rigido, ad andamento segmentato, al quale si affiancano e dal quale hanno origine i Menhir stessi. Il visitatore potrà camminare tra le steli, alcune molto ravvicinate e sentirsi parte dell’Opera, sfiorare l’acciaio corroso dei Menhir”.
“Un elemento di grande importanza matrice della soluzione progettuale è stata la facilità di fruizione degli elementi monumentali stessi, dell’uso degli spazi, della comodità della visita all’area con sedute ad esedra allineate al percorso. Una visione a 360° che assicurerà molteplici, orbitali punti di osservazione dell’Opera che sembrerà viva, modificando il suo disegno ad ogni diverso punto di vista.
La luce dovrà ulteriormente disegnare l’insieme architettonico del monumento. Studiata dall’Artista e lightdesigner milanese Gabriele Amadori, docente al Politecnico di Milano illuminerà i Menhir da faretti incassati nel prato con luci rosse, viola, gialle -ad evocare il fuoco- sui lati esterni, mentre il cuore del percorso mistico sarà illuminato con una –spirituale- luce bianco candida”.
Di grande effetto quindi sarà anche la visione notturna dell’insieme monumentale, evidente anche da chi in auto percorre le strade laterali confluenti nei pressi dell’Opera.
Il gruppo di progettazione si è diviso gli incarichi: lo scultore Giuseppe Spagnulo (opere d’arte), l’architetto Lucio Agazzi (progettazione complessiva) l’architetto Maurizio Costacurta (stesura delle documentazioni, grafica e public relation) il prof. Gabriele Amadori (progettazione dell’illuminazione), l’arch. Enrico Pocopagni (strutture di fondazione), il geom. Paolo Pittaluga (preventivi e stime), il prossimo architetto Nicola Agazzi, (aiuto al CAD e realizzazione del plastico). Un pool vincente che è riuscito ad aggiudicarsi la gara alla quale hanno partecipato più di 150 gruppi di progettazione. Per realizzare tutte le infrastrutture sono state chiamate alcune Ditte bergamasche, che hanno di buon grado aderito alla realizzazione del progetto. Così a Roma per la realizzazione del Monumento scenderanno Professionisti, Artisti, Imprese e Ditte lombarde che insieme ai colleghi liguri potranno vantare di aver lasciato nella capitale un monumento dal segno forte e duraturo.

March 05

8 Marzo

Vi auguriamo Buon 8 Marzo e vi ricordiamo che niente vi impedirà mai di essere
libere di pensare e di provare le vostre emozioni.

occhi di donna

Buon 8 marzo
a tutte le donne che ogni giorno urlano in silenzio
a quelle che non possono vivere la propria femminilità
alle donne che dedicano la loro vita alla famiglia e alla cura degli altri
alle donne intrappolate dai preconcetti e dalle ipocrisie.

L'origine della festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu' proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita.

L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.

L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni

Perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna?
E da dove nasce questa tradizione?

Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra.
Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.

Come conservare al meglio la mimosa recisa

La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato.

Utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l'acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell'acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da igni fonte di calore (es. termosifoni) altrimenti l'aria secca peggiorerebbe l'aspetto della mimosa.

Vuoi far seccare i fiori?

Eliminate del tutto le foglie dagli steli poi appendete il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e con buon ricambio d' aria e tenetelo così finché non è seccato.

 

January 13

GRAZIE